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Disinformation Technology

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Dai falsi di Internet alle bufale di Bush
Non sono infrequenti i casi di informazioni false che circolano sulla Rete, versione digitale delle "leggende metropolitane", che acquistano peso e credibilità dalla loro stessa diffusione.
L´assassinio di Bill Gates, la morte di papa Giovanni Paolo II, i "gatti bonsai" allevati in un vaso di vetro, Bush fotografato mentre guarda dentro un binocolo a cui non ha tolto i tappi, il dossier fasullo sulle armi di distruzione di massa di Saddam...

sono solo alcuni degli esempi di "bufale" circolate e accreditate spesso anche dagli organi di stampa piùseri. Come nascono e come si diffondono queste informazioni? Come si confeziona una "bufala" ben architettata per divertirsi, per fare disinformazione, per fare pressione?

 

Sviluppato in quattro capitoli, con la prefazione del sociologo della rete Carlo Formenti e la postfazione di Marco Barbieri (inventore di .Com), Disinformation Technology si apre con un excursus sul rapporto tra vero e falso nella storia del pensiero filosofico, passando poi a un'inaudita analisi del pensiero di importanti teorici contemporanei come Gore Vidal, Jean Baudrillard, Jeremy Rifkin, Derrick De Kerckhove.

Il secondo capitolo e dedicato a un'analisi contemporanea sui media e sul sistema informativo americano, vero laboratorio per lo sviluppo metodico della disinformazione, usata come arma impropria) di persuasione per costruire consenso intorno alle politiche belliche.

Il terzo capitolo raccoglie e analizza una serie di episodi della storia recente in cui la barriera di ingresso al 'notizificio' quotidiano ha mostrato alcune crepe, permettendo a false notizie di propagarsi nel sistema mediatico diventando, in alcuni casi, vere leggende metropolitane.
Dai misteri dell'11 settembre a scoperte scientifiche mai avvenute, dalla finta morte di Bill Gates alla bufala dei gatti bonsai, fino alle patacche nostrane confezionate ad arte da cortigiani della disinformazione. Gli autori analizzano la fiction come nuova forma di verità, indagando sui perché la rete riesca a produrre tali fenomeni e sulle dinamiche che sottendono alla ricaduta mediatica.

Potrebbe prestarsi a molteplici interpretazioni il quarto capitolo, una breve guida tecnico-pratica alla fabbricazione di un falso scoop con l'ausilio della Rete: secondo gli autori vuole essere solo il tentativo di mostrare in modo sperimentale come sia possibile, attraverso una serie di semplici passaggi metodici, confezionare una bufala da servire calda sulla tavola imbandita del circuito mediatico, Con l'unico obiettivo di evidenziare i 'bachi' del sistema informativo, roso da logiche ingessate e quindi inadeguate a reagire con prontezza alla rapidità del World Wide Fiction.

Contenuti in breve

* Prefazione di Carlo Formenti

* La verità, tutt´altro che la verità

* United States of Media Control

* World Wide Fiction - Le bufale del sistema mediatico

* Vademecum della bufala
* Postfazione - L´invenzione del giornalismo di Marco Barbieri

 

Gli autori

Walter Molino, 32 anni, giornalista. Palermitano, vive e opera a Milano come consulente per la comunicazione d´impresa. Scrive per Diario, La Repubblica Affari & Finanza, Linus.

Stefano Porro, 29 anni, giornalista e studioso di cultura digitale. Milanese, dirige la redazione del portale Clarence. Scrive per Linus, L´Espresso, La Stampa. Per Mondadori ha pubblicato il saggio "Il web sia con voi".

Informazioni sul libro

Listino € 10,00
Editore Apogeo
Collana Cultura digitale
Data uscita 11/2003
Pagine 128
Lingua Italiano
EAN 9788850321858

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