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Ecco una breve storia degli sms. L'autore dei fatidici 160 caratteri è accademicamente riconosciuto in Friedhelm Hillebrand, colui che ha fissato la lunghezza massima degli attuali messaggini in 160 caratteri dopo numerose prove ... non sul cellulare ma sulla macchina da scrivere! Si, sulla macchina da scrivere perchè Hillebrand non stava pensando agli sms (Short Message Service) come li intendiamo noi ma cercava di trovare il giusto compromesso tra il minimo ingombro e la compiutezza di quanto si comunica. "È perfettamente sufficiente" fu il suo commento in quel lontano 1985... La parte più dura venne dopo, ovvero riuscire a dimostrare che 160 caratteri erano davvero necessari ad istituire una nuova forma di comunicazione, tra lo scetticismo dei colleghi e la mancanza di un feedback relativo a ricerche analoghe compiute in tal senso. Alla fine, Hillebrand e soci si affidarono a due soli elementi: lo studio dei messaggi mandati sulle cartoline e dei messaggi inviati tramite Telex indicò loro una media di circa 150 caratteri utilizzati per veicolare con successo il messaggio.
Un nuovo linguaggio E da qui nasce un nuovo modo di comunicare: a causa delle limitazioni alla lunghezza del messaggio e della relativa scomodità dell'introduzione di testi con l'esigua tastiera normalmente disponibile sui cellulari, gli SMS sono spesso scritti in un linguaggio sintetico e ricco di abbreviazioni, importato poi nelle chat di Internet nonostante la disponibilità di una tastiera completa. Un tipico esempio è l'uso del "6" invece della parola "sei" (voce del verbo essere). Lo stesso fenomeno è avvenuto con diversa estensione e forma in tutte le lingue. In inglese spesso vengono omesse le vocali (per esempio: "txt msg" significa text message, messaggio di testo). Un codice tanto bistrattato dai puristi della lingua, spesso difficile da comprendere e da utilizzare, che ha avuto uno strano destino, ovvero quello di essere adottato come linguaggio ufficiale dei teenager anche sul web, anche in presenza di chilometrici spazi bianchi da riempire. "È comodo e poi si fa prima" è una delle giustificazioni più in voga. Diverso, invece, il discorso per Twitter che sembra aver ereditato dal cugino SMS solo il numero di caratteri a disposizione (140 per il testo più venti per il nickname dell'utente): nonostante il fatto che anche questo sistema obblighi a comprimere i messaggi, il linguaggio da tastierino alfanumerico sembrerebbe non aver spopolato tra gli utenti, forse anche perché l'età media dei cinguettatori si aggira a ridosso dei 30 anni.
... e il 1° sms?! Si dice che il primo sms trasmesso per telefono sia stato “Mr. Watson, come here”, ma quel è stato il testo del primo SMS spedito 15 anni fa? Molto semplice, “Merry Christmas“, cioè buon Natale. E a spedirlo è stato il signore che vedete sopra, all’epoca un giovane ingegnere 22enne: Neil Papworth. A ricevere il messaggio è invece stato Richard Jarvis, che in quel momento si trovava a un party natalizio vicino agli stabilimenti Vodafone a Newbury (UK); magari avrà pensato “Che cosa stupida mandare un testo scritto per telefono, un apparecchio nato per trasmettere voce!” o forse no, visto che anche lui era direttamente coinvolto nel progetto che ha portato alla nascita di uno dei fenomeni di maggior successo degli ultimi 10 anni, con milioni di sms spediti ogni giorno in tutte le parti del mondo. Per spedire il messaggio si è avvalso di una tastiera di computer e il buon Papworth forse non avrebbe mai pensato di dare il via a un fenomeno che avrebbe creato anche un nuovo alfabeto: grz Neil, qnt regali ke t s dovrebbero fare!
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