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| Il passa parola su web si chiama Viral Marketing |
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Un'operazione di Viral marketing:
a) Identifica solamente le persone maggiormente interessate ad un particolare messaggio di marketing b) Veicola il messaggio in una maniera rilevante per loro, rendendolo “enjoyable” o “valuable” c) Fornisce il messaggio in modo che le persone siano incoraggiate a condividerlo con gli altri.
I sei principi di Wilson Una strategia virale di vendita non deve contenere TUTTI questi elementi, ma più ne contiene e più potenti saranno i risultati. Il viral marketing: 1. Offre servizi o prodotti gratuiti 2. E' facile da trasferire ad altri (amici e conoscenti) 3. Deve essere facilmente scalabile (*) 4. Contiene motivazioni e comportamenti comuni 5. Utilizza le reti di comunicazione usate attualmente 6. Approfitta delle risorse degli altri
Per fare qualche esempio pratico: “Ciao, mi è appena arrivata questa mail – guarda l’allegato, è stu-pen-do!” “Guarda questo video su you tube e dimmi che non è bello…”
Quel che fino a poco tempo fa si chiamava “passaparola” oggi ha il nome (molto più inquietante, a dire il vero) di viral marketing: un insieme di tecniche e mezzi per fare in modo che il nostro prodotto risulti più cool, più catchy dei concorrenti, e indurre così le persone a farsi testimonial più o meno volontari del messaggio veicolato. Ovviamente le cose non sono così semplici, specialmente se mettiamo insieme Web e marketing, il primo è la punta più avanzata di un sacco di cose, mentre il secondo è il mestiere più antico del mondo (con buona pace di altri pretendenti…), ovvero la promozione di sé e di quanto interessa.
Possiamo allora definirlo [il VM, ndr] come una qualsiasi azione / attività che stimoli le persone a passare un nostro messaggio di marketing ad altre persone, possibilmente aggiungendo credibilità al messaggio attraverso un loro endorsement del messaggio.
L’idea di fondo e’ di convincere i nostri utenti a parlare di noi ai loro conoscenti. Raccomandare il nostro prodotto. Suggerire o stimolare l’adesione dei loro amici ai nostri programmi di marketing. Contribuire a formare e diffondere delle “mode”. La forza di questo genere di programmi e’ evidente. Così come e’ evidente il grado di difficolta’ e di incertezza. In tutti gli anni che sono passati dall’invenzione dell’advertising a oggi, c’e’ stato ogni giorno un cliente che, in una qualche parte del mondo, si e’ alzato una mattina (insieme al leone e alla gazzella) ed ha detto “devo far diventare di moda il mio prodotto”. E l’agenzia di pubblicita’ (o di relazioni pubbliche…) si e’ messa le mani nei capelli. Non e’ infatti mai stato inventato un sistema ripetibile, sicuro ed efficace per creare le mode, perché nonostante tutti i nostri sforzi, il comunicatore propone ma il consumatore dispone e decide sempre piu’ con la propria testa.
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Il Viral marketing sfrutta i meccanismi di propagazione tipici dei virus, entità che si auto-perpetuano e si auto-propagano in maniera esponenziale, generando vere e prorie epidemie.


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